CACCIA VS PESCA
Per inciso… “pesca” non è errato. Simboleggia però un’azione che si articola su una condizione di fortuna, su un’evento inatteso, casuale, di cui siamo protagonisti solo per caso (perscare nel mazzo, nel gruppo, nel branco, la dea Fortuna si benda gli occhi e pesca un numero, a caso).
Nel mio caso, facendo leva sul concetto di selezione, preferisco il termine “caccia”, che invece determina un comportamento mirato, studiato e cosciente.
Negli ultimi anni ho dedicato molto tempo a concretizzare, laddove era possibile, la ricerca del pesce per habitat, correnti, meteo e tutto quanto determini la presenza del pesce o meno in una qualsivoglia zona o tratto di mare.
Si tratta di un mondo nuovo; pur restando invariato il principio di cattura, diventiamo consapevoli della nostra posizione nel panorama sportivo.
È bello pensare di essere arrivati sul gradino più alto della scala ;siamo in grado di catturare pesci con criterio chirurgico, di prelevare con coscienza, consapovoili di fare bene. Mi piace pensare di essere in grado di riempire bacinelle di pesce se voglio ma non mi soddisfa, anzi credo sia questa consapevolezza a dettare lo stop al momento giusto. Andare in acqua con la smania di fare strage non si addice al cacciatore del nuovo millennio, bisogna pensare in grande, guardare al futuro per noi e per i nostri figli, concederci una possibilità. Entrare nell’Elemento con lo scopo di realizzare a tutti i costi, destabilizza le strategie, praticare la “pesca” in modo non convenzionale fa male al mare ed a noi stessi: il paperino, la notturna, la bombolara, producono effetti devastanti. Del resto non si deve vivere di caccia sub, è il nostro hobby, il passatempo che preferiamo, fare mattanza di pece mi darebbe solo fastidio perché non saprei che farmene, anche regalarlo spesso ne sminuisce il valore naturale, di venderlo non se ne parla neanche.Ho cacciato in coppia con molti campioni attuali e passati, nazionali ed esteri, e molti mi hanno chiesto perchè non facessi gare. La risposta va da se: amo il mare per le emozioni che mi regala e lo frequento con rispetto e accortezza prelevando solo il necessario e non capisco come una categoria così interessata alla propria esistenza non sia in grado di concepire un modo diverso di determinare il migliore.
NO a noi piace fare la cosa giusta e mai come adesso tra di noi dobbiamo, a mio avviso, incoraggiare il prelievo selettivo
Il futuro di questo sport dipende dalle scelte che faremo oggi.
Ferdinando Barretta
