L’ASPETTO OVVERO LA SEMBIANZA di Ferdinando “Filò″ Barretta

| 15 Marzo 2009

FILO'Nel corso delle innumerevoli discussioni sulla tecnica dell’aspetto,negli anni, ho potuto farmi un’idea concreta sui diversi modi di praticarlo e nel contempo mettere in pratica ciò che imparavo dalla didattica durante le centinaia di battute che ho collezionato.
Ho sempre pensato che nel termine”aspetto” fosse racchiusa l’essenza del termine stesso, tant’è che quando da ragazzino la praticai per la prima volta fui sorpreso dalla inproduttività della stessa tecnica,questo perchè ero convinto che per catturare un pinnuto bisognasse aspettare sul fondo per più tempo possibile con l’augurio che passasse qualcosa a tiro di fucile, ovviamente non fu facile e ci volle tempo per comprendere che erano necessarie una serie di attività complementari e contemporanee per arrivare alla cattura.
GIOVANNI CORRADOLa tecnica dell’aspetto nella caccia subacquea è il frutto di una serie di intuizioni personali e non facilmente descrivibili, dalle quali dipendono, volta per volta, gli esiti dell’ immersione. Nel concreto si tratta di risolvere una serie di tragitti mentali che ci si parano nella testa ogni volta che prepariamo una caduta. Questo fenomeno naturale è sostanzialmente una proiezione di immagini che inconsciamente vorremmo vivere per poi concludere in bellezza con la cattura da ricordare.
In conclusione stiamo ponendo in essere una pratica di assoluta sincronia tra il corpo e la nostra più formidabile arma : LA MENTE.
Bisogna fare pratica, non è facile per nessuno realizzare un bel carniere anche quando si vedono molti pesci e ancora più difficile è realizzarlo quando ce ne pochi. Ogni mossa deve essere coordinata nel solo scopo di catturare, abbiamo un solo colpo in canna e un’ autonomia limitata e dobbiamo sfruttarle bene.
Tutto ha inizio con una buona ventilazione rilassata e rilassante, nella testa si susseguono immagini, possibilità, pesci, rocce, l’adrenalina sale e sono eccitato, mi controllo riempio i polmoni il più possibile, faccio la capovolta con la gamba sinistra tesa sulla superficie e la destra in basso, con questa faccio leva aiutandomi con la mano libera mentre tengo con l’altra in fucile in basso, appena sotto pinneggio lentamente ma con forza e ritraggo il fucile sul fianco per ridurre lo spettro mentre plano. Sono tranquillo e mi tengo in assetto a 125° verso il basso, vedo il fondo ,ci sono rocce, sento la corrente e decido di pormi con l’arma rivolta a favore, sparisco dietro una roccia ma non mi fermo procedo riparato dalla vista di un’ eventuale preda spostandomi lateralmente di qualche metro . A quel punto mostro per un istante la mia sagoma e di nuovo sparisco per tornare al punto di atterraggio iniziale mostrando invece solo la sagoma della testa, immobile attendo.
Di fronte arriva un branco di dentici mischiati a grosse orate (inattese), le due specie non sono della stessa famiglia e vivono la medesima situazione con prospettive diverse: bisogna scegliere… Le orate non sono predatori e sono per lo più attratte dal cibo facile inerte o quasi (molluschi, frutti di mare, vermi, rifiuti tipo alimenti umani come frutta, uova, formaggio, carne) e vogliono vedere ed essere sicure di non correre rischi prima di venire a noi. I dentici invece sono predatori e territoriali, ci conoscono e ci temono ma possiamo fingere di non essere ciò che in realtà siamo e magari addirittura dimostrare timore ritraendoci alla loro vista. Una mossa o l’altra ne condizionerà la razione.
Un bell’esemplare si stacca lento dal gruppo e serpeggiando leggero viene a guardare, a quel punto avviene il “richiamo cinetico”, nella nostra convinzione assoluta di avere timore del predone ci muoveremo con cautela e la finta paura produrrà delle vibrazioni che il pesce capterà tramite la linea laterale man mano che si avvicina, è per questo che serpeggia ampiamente, per porre di fronte a noi la linea di sensori cutanei, il gioco è fatto, ci è cascato ed è di fronte a me , a tiro, l’arma è precisa e la freccia passa il bersaglio, mi inginocchio e risalgo.
Questo è chiaramente un esempio,sebbene sia una situazione che ho provato realmente, sono tantissime le variabili, certo poteva non venire e cambiare strada, ma conoscere i pesci per specie ed abitudini fa del cacciatore un’arma a se stante e può fare la differenza quando le cose vanno in un certo modo. Questo esempio fa comunque comprendere quanto sia importante avere una mente allenata all’analisi, alla logica ed alla deduzione. Mentre la caduta prende la sua piega troveremo il modo per sfruttarla a nostro vantaggio.
“L’aspetto ovvero la sembianza” rende meglio il concetto se lo si analizza per i diversi significati che esprime, attendere ma anche camuffare e trasformare. Chi pensa che l’aspetto esteriore e cromatico sia la prima forma di mimetismo, si sbaglia di grosso. Prima che i pesci ci vedano ,ci sentono uditivamente e tramite le vibrazioni che produciamo, ogni onda corrisponde ad un codice che i pesci sanno riconoscere (vi sarà capitato di notare quante volte site stati in acqua tranquilli, ottenendo buoni risultati e le volte in qui eravate irrequieti e nervosi fallire la maggior parte delle cadute), uno stato d’animo che proietta voglia di prede otterrà poco. Tutt’altro risultato invece, si ottiene esalando timore ed inadeguatezza come fossimo costretti in un ambiente a noi ostile (mentendo) con assoluta convinzione, recitando una parte.
Gli esperimenti che ho condotto negli ultimi mesi confermano in pieno la tesi e penso con fermezza che il vecchio modo di cacciare non faccia più al caso mio, visti i risultati sempre crescenti man mano che faccio esperienza in questa dimensione.
In ultimo, serve fare delle precisazioni, di norma preferisco cominciare la battuta con una planata, mi serve per dare un’occhiata in giro per vedere che aria tira, non tutti i giorni sono uguali, a volte i pesci stazionano davanti alle tane a volte ci volteggiano nei paraggi e a volte non ci sono. In questo caso prima di cambiare posto provo qualche aspetto, magari capita il colpaccio. A volte faccio carnieri fantastici restando in uno specchio di 500 mq.
RICORDATE SEMPRE CHE SIETE SOLI NELL’AZIONE DI CACCIA E QUINDI GLI UNICI RESPONSABILI DELLA VOSTRA VITASIETE VOI,FIDATEVI SOLO DI VOI STESSI….PRIMA DI TUTTO VIENE L’AMOR PROPRIO.

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